Decreto Betting Exchange

A circa 10 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e a 4 giorni dall' entrata in vigore (24 maggo 2013) del decreto che regola e legalizza finalmente il Betting Exchange in Italia facciamo il punto della situazione e riassumiamo quali sono i punti salienti del decreto e i suoi punti di debolezza in confronto con il  "vero" Betting Exchange made in UK targato Betfair.

Dobbiamo ricordare che, anche se il decreto entra in vigore il 24 maggio 2013, dovremmo aspettare ancora diversi mesi per l' avvio ufficiale, quando cioè sarà possbile aprire un conto di gioco per il Betting Exchange presso un operatore autorizzato AAMS. Questo perchè gli operatori che intendono fornire ai propri clienti questa nuova modalità di gioco, dovranno prima inviare le osservazioni sul protocollo di comunicazione della piattaforma, e poi partecipare all' ambiente di test della piattaforma a partire da luglio 2013. Dopo questa fase, se non ci saranno problemi di natura tecnologica, si potrà lanciare il prodotto in Italia e si parla, nel migliore delle ipotesi, nei mesi finali del 2013 o inizio 2014.

Punti deboli decreto betting exchange

Inanzittutto indichiamo a nostro parere, quali sono i punti di debolezza del decreto, che hanno creato diversi malumori tra i conoscitori del Betting Exchange e tra alcuni operatori che credono in questa nuova tipologia di scommessa.

Il decreto infatti non prevede la liquidità internazionale o europea, ma solo la liquidità italiana, cioè scommesse piazzate sulla piattaforma di Betting Exchange dell' operatore prescelto, solo ed esclusivamente da clienti Italiani. Questo fatto comporta che la liquidità delle piattaforme italiane sarà inizialmente limitata perchè su tanti eventi europei non saranno presenti le scommesse di colleghi europei: anche per mitigare questa problematica, noi riteniamo che Betfair ha deciso,una volta che sarà possibile aprire un conto di gioco sul betting exchange nel suo sito .it, di fare chiudere a tutti gli italiani presenti ora sul Betting Exchange del .com e spostarli sulla nuova piattaforma di Betting Exchange potendo quindi contare almeno Betfair di una buona dote di clienti e quindi di liquidità; ciò invece non sarà possibile per gli altri operatori che inizieranno per la prima volta.

Risulta assente dal decreto una ipotesi inizialmente ventilata, cioè la connessione possibile tra i vari operatori italiani autorizzati AAMS in modo da creare un unico mercato, creando un unica liquidità tra i vari operatori e mitigando in questo modo l' assenza della liquidità europea. Riteniamo comunque che gli italiani, essendo più evoluti nelle modalità di trading quali lo scalping e il day trading, in confronto ai loro colleghi europei, e "svegli" nell' accogliere questa nuova opportunità di business, faranno in modo che la liquidità sia molto buona per poter operare con profitto. Da indiscrezioni risulta che probabilmente nelle prossime settimane quest' ultima possibilità possa ancora essere introdotta da parte dell' Ageniza delle Dogane e dei Monopoli tramite particolari decreti attuativi. 

 

Punti principali decreto betting exchange

 I punti salienti e caratterizzanti del Decreto sul Betting Exchange sono:

-Assenza della liquidità europea

-Impossibilità di creare un network tra i vari operatori autorizzati AAMS

-puntate singole su eventi sportivi

-nessuna puntata sull' ippica motore del betting exchange in UK

-puntata minima di 50 centesimi di euro e suoi multipli

-importo massimo di vincita su singola puntata o bancata di 10.000 euro

-Commissione massima applicabile sulle vincite dei clienti da parte degli operatori del 10%

-tasse del 20% per l' Erario pagate dall' operatore sulla commissione prelevata al cliente

 

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