betting exchange no a tassa sul giocato

Il Betting Exchange è salvo non ci sarà la tassa sul giocato nel Decreto Rilancio. In queste ultime settimane il popolo degli sport trader, degli scommettitori evoluti e di chi fa matched betting era giustamente terrorizzato dal fatto che il betting exchange potesse chiudere in Italia con un danno enorme per tutti i settori coinvolti, ma fortunatamente si può escludere questa funesta eventualità.

 Il Governo per aiutare il mondo del calcio ha introdotto nel Decreto Rilancio del 19 maggio in Gazzetta Ufficiale l'articolo 217 che va a tassare il mondo del betting in Italia con una tassa dello 0,5% sul totale della raccolta su eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia on-line, sia tramite canali tradizionali.
Questi fondi, derivanti da ulteriori tasse sul comparto del gioco, vanno a finanziare il fondo per il Rilancio del sistema sportivo nazionale che è stato colpito dal fermo dello sport durante il periodo di lock down e che persiste ancora adesso.


La tassa come potete leggere riguarda le somme gicoate e anche se sembra limitata in termini percentuali colpisce invece duramente i ricavi del settore betting già tassati sulla differenza tra raccolta meno vincite abbassando la resa per tutta la filiera.
In questa fase le agenzie di scommesse fisiche sono ancora ferme da marzo e questa tassa va ad incidere ancora di più in questo momento di crisi con i campionati principali ancora fermi dando un colpo di grazia al settore.

Oggi 9 giugno 2020 ci sarà una grande manifestazione a Roma del comparto gioco legale che manifesta contro la chiusura delle agenzie di scommesse e su questa tassa.

Per quanto riguarda poi il betting exchange la tassa sul giocato non sarebbe compatibile con il sistema e di conseguenza porterebbe senza dubbio alla chiusura dopo la partenza nel 2014. Infatti se si punta 100 euro a quota 2.00 e si esce alla stessa quota non si generano ne profitti e ne perdite ma con la tassa l'operatore di vedrebbe costretto a pagare 0,5 euro allo Stato rendendo il sistema non sostenibile. Per esempio Betfair dovrebbe addebitare al cliente la commissione del 5% sui profitti non sapendo invece quanto lo sport trader andrebbe ad intermediare e non sapendo se sull'utente stesso sarebbe in profitto o in perdita. 

Questa mattina martedi 9 giugno 2020 Agimeg (l'agenzia di stampa del gioco in Italia) riporta l'indiscrezione che in fase di conversione del decreto Rilancio il Betting Exchange sarà escluso da questa tassa in quanto incompatibile con lo stesso sistema.

 In queste due settimane il sottoscritto Gianluca Landi si è mosso molto in questa direzione coinvolgendo i tantissimi utenti dei canali Telegram che hanno forse in parte contribuito a questo risultato.

Personalmente ho inviato diverse email a parlamentari e senatori delle commissioni Bilancio e Finanza ed altri che si sono resi disponibili per sensibilizzare a questa problematica derivante dalla tassazione del comparto gioco e in particolare del betting exchange. Tutte le email che abbiamo fatto arrivare (personalmente due pec) ad ADM ed in particolare al dipartimento giochi a distanza possono avere aiutato a questa che sembra una bella notizia. Interpellati direttamente da me al telefono ADM ha infatti consigliato di fare scrivere il più possibile a loro le nostre esigenze in modo da portare voce al Governo. L'unione come sempre fa la forza. 
Essendo stato fatto male il decreto senza considerare le varie tipologie di giochi c'era l'assurdo che il "gioco d'abilità" per eccellenza e piattaforma di scambio scommesse paragonabile ai mercati finanziari avrebbe potuto chiudere.

Non dobbiamo però cantare ancora vittoria e suggerisco ancora di scrivere una email ad ADM o eventualmente a parlamentari e senatori in quanto come da me sostenuto sia in fase di conversione, che per quel che riguarda i decreti attuativi il betting exchange dovrà poi essere ufficialmente escluso dalla norma.

Nei prossimi giorni sarà in discussione sia alla Camera che al Senato il Decreto Rilancio e sono già stati presentati diversi emendamenti per portare la tassa sul giocato a livelli inferiori tipo lo 0,1% oppure come sarebbe meglio e consigliato al 3% sulla differenza tra raccolta e vincita. L'ideale e la cosa più saggia ovviamente sarebbe quella di togliere completamente dal decreto rilancio la tassa sulle somme giocate perchè sarebbe l'unica tassa introdotta per una categoria in questo decreto già e più pesantemente colpita dalle tasse e dalla crisi.

Questa tassa sul giocato ulteriore andrà sicuramente a portare un vantaggio ai siti non AAMS in quanto avendo una tassazione minore possono fornire quote maggiorate più alettanti per i giocatori stessi. Di conseguenza il legislatore dovrebbe togliere questa norma consentendo a tutti i bookmaker nostrani di essere più competitivi con quelli esteri.

Se in qualsiasi modo però non ci fosse la possibilità di eliminarla allora sarebbe più saggio come da diversi emendamenti presentati tassare il 3% sul differenziale tra somme giocate e vincite che peserebbe in maniera inferiore e sarebbe compatibile con il betting exchange.

Resta da capire se in tutti i modi il betting exchange sarà eventualmetne tassato del 3% sulla differenza: in questo, modo anche se non me lo auguro ovviamente per tutto il comparto, sarebbe comunque sostenibile con un incremento della commissione del 5% che il concessionario nel nostro caso betfair o betflag applica sui profitti generati. Con questa eventuale e non auspicabile nuova tassazione potremmo vedere un incremento della commissione di circa 1 punto percentuale portandola dal 5 eventualmente al 6% ma facendo "vivere" il betting exchnage in Italia.

In questi giorni ho ricevuto moltissime email o chiamate di utenti preoccupati dall'eventualità di chiusura ma come ho sempre detto aspettiamo il decreto definitivo e comunque lavoriamo in tutti i modi per scongiurare questa ipotesi. Ognuno di noi può fare qualcosa nel suo piccolo.

Viste le premesse dei giorni scorsi con l'eventualità di chiusura del betting exchange una commissione maggiorata è il minore dei mali!

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